giovedì 22 marzo 2007

Acqua potabile dall'urina degli astronauti dalla Nasa la svolta per conquistare Marte



L'agenzia americana ha messo a punto un avveniristico macchinario chiamato Eclss
Si tratta di un'apparecchiatura in grado di risolvere il problema delle scorte nelle lunghe missioni.

La prima sperimentazione prevista nel 2008 sulla Stazione spaziale internazionale.

COSI' come la storia delle esplorazioni via mare è cambiata con la scoperta che del banale succo di limone era in grado di mettere i marinai al riparo dal micidiale scorbuto, lo stesso conta di fare per le missioni spaziali un'apparecchiatura che gli ingegneri e gli scienziati della Nasa stanno finendo di mettere a punto nei laboratori del Marshall Space Flight Center. Si tratta di un sistema in grado di trasformare l'urina degli astronauti in acqua potabile e l'anidride carbonica esalata dal loro respiro in vitali scorte di ossigeno.

"Le prime missioni come la Mercury, la Gemini, e l'Apollo, portarono con loro tutta l'acqua e l'ossigeno di cui avevano bisogno, disperdendo i rifiuti liquidi e gassosi nello spazio", ricorda Robert Bagdigian del Marshall Space Flight Center. E le cose non sono cambiate poi molto, perché le cose funzionano in gran parte ancora così anche sulla Stazione spaziale internazionale.

Ma se si vuole mettere in cantiere lunghi viaggi su Marte o sulla Luna "è più sensato pensare a sistemi chiusi, in grado di riciclare aria e liquidi", spiega ancora Bagdigian, annunciando che sulla Stazione spaziale verrà testato nel 2008 un sistema chiamato Environmental Control and Life Support Systems (Eclss) che promette di raggiungere lo scopo.

Per la Nasa riuscire a raggiungere questo obiettivo ha anche un forte valore simbolico visto che è un terreno su cui gli Stati Uniti sono costretti ad inseguire la Russia, i rivali di sempre. "Loro ci stanno avanti", ammette Robyn Carrasquillo, il capo degli ingegneri al lavoro su Eclss: "Le prime navicelle spaziali Salyut e Mir erano in grado di condensare l'umidità esterna e di sfruttare l'elettrolisi per estrarre l'ossigeno da respirare".

L'ambizione dell'agenzia spaziale americana è quindi quella di sorpassare con la Eclss i progressi scientifici di Mosca. "Il sistema - racconta ancora Carasquillo - è in grado di recuperare l'acqua anche dall'urina oltre che dall'umidità". Un risultato ritenuto un capolavoro ingegneristico. "L'urina - ricorda ancora il padre di Eclss - è molto più sporca dell'umidità ed è in grado di corrodere gli strumenti e intasare le condutture".

Per vincere la scommessa nei laboratori della Nasa si è puntato su un sistema che utilizza il processo di purificazione chiamato "distillazione del vapore compresso". L'urina viene bollita fino a quando l'acqua contenuta non si trasforma in vapore. Questo, sostanzialmente puro fatta eccezione per alcune tracce di ammoniaca e altri gas, viene fatto salire in una camera di distillazione che riproduce la forza di gravità altrimenti assente, lasciandosi dietro una fanghiglia di impurità che viene gettata via. Il vapore viene quindi freddato e condensato nuovamente, riportandolo a uno stato liquido che dopo un ulteriore processo di purificazione e miscelazione con l'umidità condensata diventa finalmente potabile.

Il procedimento è stato portato ad un grado di efficienza tale che ben il 100% dell'umidità presente nell'aria e l'85 per cento dell'acqua presente nell'urina vengono recuperate, per un totale pari al 93%. Il risultato finale è che questo macchinario pesante una tonnellata e mezza produce circa due litri di acqua potabile l'ora, ovvero più del fabbisogno previsto per i sei astronauti a bordo. Un traguardo eccezionale, ma non ancora sufficiente per gli ambiziosi obiettivi in preparazione alla Nasa. L'agenzia spaziale statunitense per lanciare missioni di diversi mesi di durata sulla luna o su Marte conta infatti di raggiungere una capacità di recupero dei liquidi pari al cento per cento.

Fonte: http://www.repubblica.it

Ovviamente la novità non sta nell'idea, che è vecchia di decenni, ma nella possibilità di realizzare una macchina che riesca ad estrarre l'acqua dai rifiuti umani. Esattamente come avviene sul nostro pianeta, l'acqua presente non viene espulsa dal pianeta, ma viene "riciclata" (anche se in centinaia di anni), e viene riutilizzata. Nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. Tenetelo sempre presente.