giovedì 3 febbraio 2011

Al via il Registro pubblico anti-scocciatori telefonici

Da febbraio basta iscriversi al Registro pubblico delle opposizioni per non essere più importunati dalle telefonate promozionali delle aziende. Ammesso che non abbiate espresso il consenso scritto al trattamento dei dati personali.

Da ieri basta iscriversi al Registro pubblico delle opposizioni per non essere più importunati dalle telefonate pubblicitarie (Telemarketing, ora ci si può difendere: pronta la Robinson List). Le aziende di telemarketing che violeranno i termini della nuova normativa saranno passibili di sanzioni comprese fra 30 mila e 300 mila euro.
Per iscriversi al Registro pubblico delle opposizioni si potrà usare il modulo elettronico pubblicato sul sito www.registrodelleopposizioni.it, inviare un messaggio di posta elettronica, telefonare, oppure spedire una raccomandata o un fax. Tutti i riferimenti per l'iscrizione sono pubblicati sul sito ufficiale.

In realtà il sito attraverso il quale sottolineare il proprio dissenso verso il telemarketing è stato attivato ma al momento funziona a fasi alterne. L'intenzione è lodevole: garantire un servizio utile a moltissimi italiani, ma la sua attivazione non ha incassato i favori di Adusbef e Ferconsumatori, che si sono espressi con parere contrario perché la ritengono peggiorativa rispetto alla situazione precedente. Un rappresentante delle associazioni dei consumatori ha spiegato che "Se fino ad oggi il telemarketing non era ammesso a meno di un consenso esplicito, da oggi sarà ammesso di fatto per tutti" salvo dissenso telematico.

Ecco in cosa consiste la nuova normativa: a decorrere dal primo febbraio le aziende che fanno telemarketing potranno importunare gli abbonati solo negli stessi giorni e orari che erano già vigenti per i call center. Se l'utente dovesse dirsi contrario ad essere contattato, il suo nome dovrà essere obbligatoriamente inserito nel Registro pubblico delle opposizioni anche se non aveva provveduto a fare lui stesso l'iscrizione.

Inoltre, l'operatore ha il dovere di informare l'abbonato riguardo alla provenienza del suo contatto, oltre al nome dell'azienda che lo ha incaricato di chiamare.
Purtroppo la normativa non può aggirare l'ingenuità e gli errori commessi in buona fede dagli utenti. Bisognerà imparare a stare più attenti quando si compilano cartoline e moduli che prevedano una clausola di trattamento dei dati personali: se avete espresso il vostro consenso per iscritto, infatti, essere iscritti al Registro non vi servirà, perché gli operatori di telemarketing avranno il diritto di continuare a telefonarvi. L'unica via d'uscita rimarrà la disdetta del consenso in forma scritta, inviata alla società alla quale avevate in prima istanza accordato il permesso di usare i vostri dati, numero di telefono compreso.

Fonte: http://www.tomshw.it

Che sia la volta buona? Proviamoci...

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