mercoledì 19 gennaio 2011

Fusione fredda realizzata a Bologna. Sarà vero?

Un fisico e un ingegnere annunciano di esser riusciti a produrre quantità enormi di energia a basse temperature partendo da pochi grammi di nichel. Ma alcuni restano scettici.

“Abbiamo realizzato la fusione fredda”.

L’incredibile annuncio parte da un capannone nella zona industriale di Bologna e piomba dritto sulle pagine dei giornali. A lanciarlo sono Sergio Focardi, professore emerito di fisica all’Università di Bologna, e Andrea Rossi, ingegnere. Nel capannone è stato riunito un gruppo di giornalisti e docenti universitari, un normale banco da lavoro alloggia un piccolo macchinario, l’esperimento viene avviato, il macchinario entra in funzione e comincia a produrre energia: 12 kilowattora a fronte di un apporto in ingresso di appena 600 wattora. Quello che sembra un comune, noioso, esperimento di fisica potrebbe essere la chimera energetica che dal 1989 occupa i sogni dei fisici nucleari di tutto il mondo. Produrre energia di fusione a temperature inferiori ai 1000 gradi Kelvin. Nome d’arte: fusione fredda.
 Ma cos’è successo qualche giorno fa nel capannone di via dell’Elettricista? Rossi e Focardi hanno davvero realizzato la fusione fredda con un reattore da tavolo, oppure è entrato in gioco qualche altro fenomeno? La comunità scientifica, al riguardo, è già divisa.

"O decidiamo che il principio di conservazione dell’energia è violabile”, ci spiega Sergio Focardi, uno dei due padri dell’esperimento, “ oppure quella a cui abbiamo assistito è una reazione nucleare in piena regola”. Focardi si riferisce al fatto che, nell’esperimento di Bologna, si è ottenuta un’ efficienza energetica senza precedenti, assolutamente non paragonabile ai processi di produzione energetica comunemente utilizzati. “ I materiali di partenza del nostro processo sono nichel e idrogeno, questo viene scaldato a una certa temperatura con una normale resistenza”, racconta Focardi, “ arrivati alla temperatura d’innesco si inizia il processo di produzione di energia: gli atomi di idrogeno penetrano nel nichel e lo trasformano in rame. O almeno, questa è la nostra interpretazione.

Focardi parla di interpretazione, poiché è lui il primo ad ammettere che la dinamica di questo processo non è ancora completamente dimostrabile, si sa solo che avviene, che è riproducibile e che in alcuni casi può portare alla produzione di energie anche 200 volte superiori a quelle di partenza. L’esperimento di Bologna sarebbe infatti solo la prima dimostrazione pubblica di una scoperta che Rossi e Focardi replicano in varie forme fin dal 2008. Al punto che, in un articolo intitolato " A new energy source from nuclear fusion" , e pubblicato lo scorso marzo sul Journal of Nuclear Physics, elencano i risultati di almeno altri sei esperimenti e spiegano come l’energia prodotta si è rivelata utilizzabile per alimentare generatori e, in alcuni casi, riscaldare ambienti.

Il processo di fusione fredda brevettato da Andrea Rossi e coadiuvato da Sergio Focardi potrebbe dunque rappresentare un nuovo metodo per produrre enormi quantità di energia a basse temperature, con poco dispendio economico (sono necessari solo pochi grammi di Nichel per ottenere energie utili), reattori nucleari di dimensioni ridotte (in laboratorio ne hanno testato uno grosso quanto una mano) e con rischi contenuti, dal momento che la schermatura al piombo avrebbe dimostrato di contenere la diffusione di raggi gamma.


Ma nonostante ciò, i sorprendenti risultati di Bologna sono stati accolti con cautela, e in alcuni casi con scetticismo, da parte della comunità scientifica. A questo proposito abbiamo contattato Antonio Zoccoli, direttore dell’ Infn di Bologna, uno dei testimoni dell’evento di via dell’Elettricista.

Innanzitutto non bisognerebbe parlare tanto facilmente di fusione, quello che è stato pubblicizzato venerdì è stato un dispositivo che produceva energia. Bisogna verificare due cose: che la produzione di energia sia reale; e come questa energia è stata prodotta”, afferma Zoccoli:  perché è vero, molte volte in passato ci sono state scoperte ottenute in via sperimentale poi spiegate in maniera teorica. Ma la nostra misura sperimentale non porta alcuna evidenza che in questo caso ci siano state reazioni nucleari.

Tra i motivi che inducono Zoccoli a prendere con cautela i risultati di Bologna c’è il fatto che i rilevatori presenti nel capannone venerdì non hanno registrato alcuna produzione di fotoni, particelle che dovrebbero invece essere prodotte da una simile reazione. Nonostante ciò Zoccoli, rimane speranzoso che la fusione fredda presentata venerdì trovi presto una spiegazione scientifica che possa sorreggerla: “ È come se qualcuno affermasse di aver trovato una cura per il cancro a cui nessuno aveva mai pensato prima”, spiega Zoccoli; “ Una persona saggia, prima di urlare al miracolo, si preoccuperebbe di trovare una spiegazione scientifica valida. Allo stesso modo, venerdì ho visto la produzione di 15KiloWatt per mezz’ora. Effettuando misure sistematiche di lunga durata (dell’ordine di mesi o settimane) in cui si misura sia l’energia in ingresso e in uscita, sia eventuali prodotti nucleari, allora a quel punto posso accettare che si possa trattare di una reazione nucleare.

Nel frattempo, già da mesi l’articolo pubblicato su Journal of Nuclear Physics alimenta un acceso dibattito a livello internazionale. “ Gran parte dei colleghi hanno ignorato l’articolo”, commenta in proposito Focardi: “ i giovani invece si sono dimostrati più inclini ad accettarlo. Il fatto è che nell’opinione generale queste cose succedono nelle stelle e non in laboratorio. Ma la fisica è una scienza sperimentale, e se uno le cose le fa”, conclude il fisico, “ allora accadono”.

Ci credo che questa notizia ha scosso il mondo della fisica, il principio fisico è tutt'ora ritenuto impossibile! Questi scienziati hanno scoperto in via sperimentale una "reazione" sconosciuta a livello teorico. Esattamente quello che è successo con i motori a vapore, prima sono stati inventati, e poi i teorici hanno spiegato il principio in formule matematiche. Lo scetticismo rimane comunque molto elevato, perchè ci sono dei passaggi veramente molto oscuri, come per esempio la trasformazione spontanea del nichel in rame, cosa effettivamente fuori dalla fisica "standard". Di seguito ci sono i tre video diffusi:







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