Al via anche in Italia tanti progetti Open Data che consentiranno di accedere ai dati delle Pubbliche Amministrazioni regionali e comunali. Dopo Udine, ecco Firenze, Torino, Matera e Roma. Tante anche le Regioni quasi pronte con i servizi. L'ISTAT è in pole position con un servizio online.
Gli italiani stanno per scoprire i benefici degli Open Data, ovvero dei dati raccolti dalle strutture Pubbliche e diffusi online o in modalità digitale per rispondere a esigenze di trasparenza. Come ricorda il quotidiano La Repubblica, dopo il primo esperimento del Comune di Udine, legato al bilancio, ecco quelli di Firenze, Torino, Matera e Roma.
Senza contare le Regioni: in testa il Piemonte che mostra online tutti i dati istituzionali, come ad esempio quelli che riguardano la Sanità. Infine chiude il cerchio l'ISTAT, che sta per inaugurare un suo servizio online per la diffusione di ogni dato statistico.
Tutto questo all'estero si è tradotto in un passo in avanti per l'efficienza della pubblica amministrazione, poiché nessuno potrà più nascondersi dietro a una marea di dati fasulli. Ovviamente ci sarà sempre spazio per chi contesta le fonti, ma a questo è un altro discorso.
Riccardo Luna, su La Repubblica, cita ad esempio il caso del Regno Unito, dove "il governo mette a disposizione dati sulle performance delle strutture sanitarie pubbliche o sulle scuole". E questo "porta i cittadini a fare scelte più informate e a una maggiore efficienza del sistema".
E come dimenticare la Open Knowledge Foundation, che "ha lanciato un servizio wheredoesmymoneygo, ("dove vanno a finire i miei soldi") con cui ogni cittadino capisce come è composta la spesa pubblica".
Buone notizie insomma, a patto che i dati vengano interpretati adeguatamente, come suggerisce il presidente dell'Istat Enrico Giovannini.
Questo potrebbe essere il sassolino che da origine alla valanga. Forse l'informatica (intesa come scienza dell'informazione) potrebbe essere l'ultima possibilità per salvare il nostro paese. Ogni dato pubblico dovrebbe essere pubblicato online, ogni stipendio, ogni spesa, ogni investimento, ogni carica, ogni querela, ogni sentenza, in modo da poter dare l'opportunità di far capire ai cittadini che cosa cazzo succede in questo cazzo di paese di bugiardi ed insabbiatori. Inutile dire che il lavoro di pubblicazione dovrebbe essere gestito da qualcuno di esterno al paese, per evitare corruzioni e secondi fini. Indagherò su questo Open Data...
Se è vero che la Legge è uguale per tutti, non è altrettanto vero che tutti la conoscono allo stesso modo. Del resto, fatto salvo per enormi libri di legislazione, e “breviari” che spesso si scordano le parti più importanti, non esistono strumenti pronti a fornire una rapida consultazione. Questo, almeno, fino al 2010, quando sarà inaugurato un archivio online con tutte le Leggi della nostra amata Repubblica.
L’accordo per il varo di questa impressionante banca dati, chiamata Normattiva, è stato siglato qualche giorno fa, a Palazzo Chigi, dal ministro per la Semplificazione Normativa, Roberto Calderoli; il sottosegretario Aldo Brancher e l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. La partenza al 2010, in realtà, non è un caso, vista l’entrata in vigore, nel frattempo, di un decreto legislativo che a Dicembre eliminerà circa 29000 leggi, portandole a 14000. Una notevole semplificazione, anche per chi dovrà sobbarcarsi l’onere di mette tutto in Normattiva, e un bel risparmio, visto che l’inserimento nella banca dati ha un costo di circa 200 euro per atto legislativo. La doppia operazione Normattiva-“sfoltimento legislativo”, insomma, è un deciso passo avanti per la semplificazione della nostra legislazione, che dovrebbe portare a un Diritto più certo e non influenzabile da cavilli o incomprensioni. Se vuoi seguire la conferenza stampa di presentazione di Normattiva, non ti resta che andare qui, dove è disponibile nei formati RealPlayer, Windows Media Player e QuickTime.
Guardate il potere che vi da internet, se non fosse stato per la rete nessuno vi avrebbe detto come stanno veramente le cose. E' l'unica vera libertà che ci rimane, ed è nostro dovere proteggerla.
Come è visto il nostro paese al di fuori dei confini? Come i giornali esteri descrivono il nostro paese?
Per rispondere a queste domande e avere un nuovo punto di vista (più ampio) riguardo il Belpaese è sufficiente connettersi al sito Italia dall'Estero, una sorta di giornale online che raccoglie gli articoli dei principali quotidiani internazionali di 37 paesi al mondo tradotti in italiano.
Per citare alcune lingue e giornali riportati: inglesi (Herald Tribunes, Economist, New York Times), tedeschi (Die Zeit, Neue Zürcher Zeitung, Wiener Zeitung), francesi (Le Figaro, Le Monde) spagnoli (El Mundo, El Pais), svedesi (Göteborg Posten, Dagens Nyheter) ed altri ancora.
Molti sono anche i temi trattati come politica, economia, giustizia, cultura, ambiente etc. in questa bella iniziativa che ci dimostra come alcuni temi poco trattati dai giornali italiani siano invece di grande interesse in altri paesi stranieri.
A me piacerebbe che gli italiani leggessero questi giornali, ovvero quelli esteri, perchè sono scritti da giornalisti senza secondi fini, e soprattutto non pagati da chi gestisce l'informazione nell'ombra. Probabilmente saremmo un paese migliore.
Da oggi online la banca dati online che svela ogni dettaglio delle aziende a partecipazione pubblica.
Renato Brunetta ha lanciato la banca dati degli stipendi dei manager pubblici. "I cittadini potranno valutare. E sapere anche quale tipo di aziende pubbliche operano nel loro territorio, che cosa fanno, quanti sono gli amministratori", ha confermato il Ministro della Funzione Pubblica.
"Da lunedì (oggi n.d.r.) sarà pubblicata sul Sole 24 ore una banca dati di tutte le aziende partecipate dai comuni. I cittadini sapranno quale tipo di aziende pubbliche, aziende che in realtà hanno comportamenti privatistici, operano nel loro territorio, che cosa fanno, quanti sono gli amministratori e lo stipendio degli amministratori".
Al momento, come riferisce La Repubblica, "tra i manager più pagati spiccano i capoazienda diEnel e Finmeccanica Fulvio Conti e Pierfrancesco Guarguaglini (rispettivamente 3,2 e 5,4 milioni di euro)… sopra al milione di euro vanno anche il presidente di A2A (municipalizzate di Brescia e Milano) Giuliano Zuccoli e il presidente di Acea Fabiano Fabiani… sopra a 500 mila il presidente e ad di Iride (municipalizzate di Genova e Torino) Roberto Bazzano e Roberto Garbati".
Quest'uomo sta facendo molto più dei suoi colleghi, per rivalutare la politica e rendere tutto un pó più trasparente. Non è di certo una rivoluzione, ma di sicuro è un passo avanti.
Il braccio armato di The Pirate Bay parteciperà alle elezioni europee di giugno.
Il Partito Pirata potrebbe conquistare un seggio al Parlamento Europeo. Il braccio armato di The Pirate Bay parteciperà infatti alle elezioni europee di giugno, e se dovesse ottenere 100mila voti entrerà di diritto nell'emiciclo di Bruxelles.
Le proposte politiche si possono riassumere in "un limite di 5 anni per lo sfruttamento commerciale dei diritti d’autore, l’abolizione dei brevetti e una maggiore protezione della privacy online", come ricorda La Stampa.
"Abbiamo molto in comune con i verdi. Gli ambientalisti temono la distruzione dell’ambiente, noi della cultura. Mentre le compagnie massimizzano i loro profitti, la società paga un sacco di costi nascosti", ha dichiarato Richard Falkvinge, il fondatore del movimento.
La campagna elettorale è già iniziata online, su YouTube, e offline con un ciclo di conferenze in tutta Europa.
A parte il discorso pirateria, questo partito potrebbe essere uno dei pochi, se non l'unico, composto da gente giovane con la mente fresca. Il mio voto ce l'hanno!
Beppe Grillo ha lanciato le Liste Civiche a Cinque Stelle: Web e telelavoro sono nel programma"
Beppe Grillo, ieri, ha presentato ufficialmente il progetto politico delle Liste Civiche a Cinque Stelle, puntando ancora una volta sull'importanza della diffusione tecnologica.
"Io facevo il comico, poi mi sono trovato a vedere negli Stati Uniti i Meetup, i blog. Ho aperto un blog e grazie all’intervento di migliaia di persone, di cittadini informati, siamo diventati secondo Forbes il settimo blog del mondo su un miliardo di utenti", ha dichiarato Grillo in diretta televisiva su Sky. "La Rete sta cambiando il mondo, con i social network, con facebook, con myspace, con i blog. La Rete sta cambiando la vita dei cittadini".
Per Grillo, e i suoi sostenitori, "i partiti sono morti". L'obiettivo delle liste civiche è di "presentarsi in duecento città e paesi al voto il prossimo 7 giugno", si legge su La Repubblica.
La "Carta di Firenze" approvata domenica prevede 12 punti: dal tema dell'acqua pubblica, a quello degli inceneritori. Da rilevare soprattutto – per quanto ci riguarda come testata – la scelta di voler sostenere il telelavoro, promuovere una politica di efficienza energetica e soprattutto puntare ad una Rete Internet libera e gratuita. Il settimo punto del programma parla espressamente di "Connettività gratuita per i residenti nel Comune".
Liste civiche a Cinque Stelle al momento sono state annunciate a Roma, Firenze, Bologna, Torino, Pescara, Perugia e Bergamo.
Di queste cose bisognerebbe parlarne per giorni interi e forse non basterebbe neanche, data la complessità dell'argomento, ma è importante fare capire alla gente, che anche se è complesso non è impossibile! Impossibile lo diventa quando c'è la disinformazione totale che abbiamo in Italia, cosa che ci mette già un piede nella fossa, ma fino a quando anche soltanto un piccolo gruppo di persone combatterà ci sarà speranza...
Il Governo con un atto grave sospende le cause legali collettive dei consumatori, che dovevano essere possibili dal 29 giugno.
Dopo la grave decisione del Tar del Lazio che blocca la disabilitazione delle linee telefoniche verso i famigerati 899, molte associazioni dei consumatori, prima fra tutte Altroconsumo, avevano promesso di utilizzare il meccanismo della "class action", cioè la possibilità di fare causa alle aziende in forma collettiva, che doveva partire il 29 giugno.
Anche Beppe Grillo era pronto a partire con una class action contro Telecom Italia sugli stipendi miliardari ai manager a cui corrispondono 5.000 tagli di dipendenti; analogamente i comitati dei pendolari erano pronti a scendere in campo contro le Ferrovie per i tagli ai treni locali previsti dal nuovo orario.
Nessuna di queste cause collettive sarà possibile, per ora. Il governo Berlusconi, con la finanziaria del ministro Tremonti, ha deciso di sospendere sine die, ovvero senza una data precisa, la legge sulla class action.
Così il nostro Paese continua a essere l'unico tra quelli del G8 a non prevederla, come pure uno dei pochissimi tra i Paesi industrializzati. La class action avrebbe permesso ai consumatori che hanno subito un danno per un prodotto o servizio a rivalersi tutti insieme sulle aziende colpevoli, senza dover fare migliaia o più cause individuali.
In realtà così il governo Berlusconi tradisce il suo stesso programma elettorale, in cui diceva di voler rafforzare la class action, ma accontenta la Confindustria che, per bocca della sua nuova presidente Emma Marcegaglia, nell'assemblea del suo insediamento, una settimana fa, aveva chiesto al governo di bloccare l'entrata in vigore della legge prevista dal 29 giugno, dopo molti mesi che c'erano stati per prepararsi.
Berlusconi aveva immediatamente sposato l'intero programma della Marcegaglia come suo; oggi dimostra di infischiarsene delle esigenze dei consumatori e di pensare solo a quelle delle imprese. Peccato che negli Usa, Paese modello per il premier, la class acion esiste da decenni con risultati significativi.
Scusate un attimo, MA CHE CAZZO STATE DICENDO??? Vi sembra che questo blog sia un mio modo di farmi vedere piuttosto che di prostituirmi? Che cazzo c'entra il sesso e la prostituzione con i blog? Ma si rendono conto di cosa stanno dicendo? Questi poveri mentecatti vanno in TV, invitati da altri mentecatti ovviamente, e dicono cose assolutamente false, con un livello di ignoranza e altezzosità al limite del possibile. Ma la cosa più agghiacciante è che la gente disinformata, che purtroppo sono la gran parte, ci crede perchè lo dice Vespa e i suoi 4 ridicoli ospiti lo dicono in TV, motivo per il quale "deve essere vero per forza...". Rabbrividiamo.
Il furto si è evoluto in silenzio assenso. Il percorso è il seguente. Il cliente è informato in modo discreto che un suo silenzio gli porterà maggiori costi e aumenterà gli introiti per l’azienda di servizi che ha inviato la comunicazione. La persona di solito trascura la lettera, non la legge o la legge con distrazione. Scatta allora l’assenso a mettere le mani nel suo portafoglio. Il silenzio assenso, se praticato su grandi masse di consumatori, crea un grande reddito addizionale a costi quasi nulli per la società. SKY ha inserito una lettera all’interno del magazine gratuito inviato ai suoi abbonati. Ma non tutti aprono il magazine, che è dentro al cellophane. E non tutti leggono la lettera anche dopo aver strappato la plastica e aver sfogliato la rivista. Non è imbustata, sembra un inserto. Tutti coloro che rimangono in silenzio pagheranno 0,90 centesimi in più al mese.
“Gentile Cliente, … ti confermiamo che a partire da questo mese la nuova rivista SKYlife sostituisce SKY Magazine. …Anche questo numero di SKYlife è incluso nel prezzo del tuo abbonamento. A partire da Marzo potrai decidere se continuare a riceverlo, al prezzo di 0,90 euro in più al mese che ti verrà indicato in fattura, oppure ricevere inclusa nell’attuale prezzo del tuo abbonamento, la guida sintetica alla programmazione di SKY chiamando il numero verde 800 835 005 o compilando l’apposito campo della sezione Fai da Te del sito SKY.it. … Grazie per l’attenzione e buona lettura con Skylife. Cordialmente, Angela Gemma, Direttore Servizio Clienti”
Non so se la legge permette l’imposizione il pagamento di servizi non richiesti con il meccanismo del silenzio assenso. Se lo permette va cambiata. Chi usa il silenzio assenso non è corretto nei confronti dei suoi clienti. SKY ci fa pagare il nostro silenzio 0,90 al mese. Per SKY non siamo clienti, ma pecore da tosare. Diamo la disdetta all'abbonamento nel caso non cambi atteggiamento diventando più rispettosa nei nostri confronti.
Fonte: http://www.beppegrillo.it
Ecco perchè il mio abbonamento SKY è aumentato di 10 euro in 2 anni...
Questa è la prova lampante della frase "la TV è controllo". Uno "stimato" dottore va in TV in prima serata, dice che gli inceneritori hanno un rischio zero, e la gente ci crede sulla fiducia. Il dottor Veronesi dice una delle più pericolose menzogne che si possano dire in TV, una di quelle che ti ammazza. Il dottor Montanari e la dottoressa Gatti hanno da anni dimostrato che la produzione di nanoparticelle metalliche dovuta all'incenerimento dei rifiuti da parte di termovalorizzatori e inceneritori ha un impatto gravissimo sulla salute dei cittadini, in quanto portatori di tumore. Io non mi stancherò mai di dirlo, testimoni tutti i post pubblico su questo argomento. Non credete alla TV, guardate questo video e convincetevi.
Si sono spenti i riflettori su un'altra brutta pagina della nostra nazione: Italia.it - il sito che avrebbe dovuto dare visibilità alle bellezze del nostro paese per attirare il turismo straniero - è morto dopo un'agonia durata mesi. Un'agonia che ebbe inizio poco dopo la sua nascita, figlia di scelte e persone sbagliate e di tanti, tanti soldi buttati dalla finestra. Leggenda vuole che siano ben 58/45 i milioni di euro investiti nel carrozzone Italia.it e solo 100 mila sarebbero stati investiti per il mirabolante logo del sito. Neanche l'avesse fatto Picasso. Le cifre in verità sono ben lontane da quelle della leggenda, ma comunque elevatissime per chi sa cosa vuol dire creare un sito web visitabile senza problemi, senza investire in tecnologie fantascientifiche. Nel dicembre scorso sembrava esserci un raggio di sole per Italia.it, ma l'inizio del 2008 ci ha riportati con i piedi per terra, ad analizzare l'ennesima figuraccia e sperpero di denaro pubblico.
Quel che fa più male è come si sia conclusa la vicenda: all'italiana, quasi per usare un eufemismo, perché il sito è stato spento all'inizio del weekend, sperando di non creare scalpore tra gli internauti, cercando insomma di scampare alla gogna pubblica. Non ci sono riusciti.
L'unico che ha avuto il buonsenso di parlare è stato Luca Palamara, caporedattore di Italia.it, affidandosi a "La Stampa":
"Volevo comunicare la situazione paradossale in cui versa il portale in questo momento. Questo è sempre in bilico tra la chiusura ed il rilancio, tra il passaggio all’Enit ed il prolungamento del contratto con il vecchio Rti a causa del rimpallo di non-decisioni che rischiano di mandare definitivamente all'aria un investimento cospicuo (pari a circa 5 milioni e ottocentomila euro). Il portale è ancora online grazie anche al lavoro gratuito della redazione, anche se formalmente è stato dichiarato chiuso da un paio di mesi (ironia della sorte, nell'ultimo mese sono aumentati anche gli accessi). Ma intanto nessuno decide: classico esempio di bizantinismo politico di stampo kafkiano che in Italia produce continuamente delitti, reati e sperperi senza arrivare mai a determinare colpevoli e cause. Le Regioni sono adesso fortemente interessate al contributo promesso per il portale e quindi sono passate dalla fase di rifiuto di un anno fa ad una di adesione, attiva partecipazione e promozione per la sopravvivenza del portale stesso. Ma ovviamente le risposte non arrivano perché nessuno vuole prendersi la responsabilità e i quasi 6 milioni spesi fino ad adesso saranno a breve l'unica eredità visibile di tutta questa assurda vicenda".
In questo momento attendiamo comunicazioni ufficiali dai piani alti, sperando che abbiano il coraggio di rendere conto ai cittadini di un investimento fallimentare.
Ancora una volta vi mostro un video tratto dall'ormai sacro blog di Beppe Grillo, in questo documento Maurizio Pallante ci parla ancora una volta di rifiuti, e più in particolare della raccolta differenziata. Aprite bene le orecchie.
Gianpiero Mughini secondo il mio parere è uno dei personaggi più spregevoli che si possano trovare in TV. Non voglio dilungarmi con insulti, che sarebbero meritati tra l'altro, e la finisco qui. Vi consiglio caldamente di premere su Play.
La cosa più agghiacciante è che l'opinione pubblica è convinta che gli inceneritori, facciano "sparire" i rifiuti creando energia pulita! Voi che state leggendo questo blog dovete capire che gli inceneritori ed ancora di più i "termovalorizzatori" riducono i rifiuti, non li eliminano, e ti ammazzano! In questo post di un anno fa, il dottor Montanari e la dottoressa GattiDIMOSTRANO che la combustione di rifiuti genera particelle grandi appena pochi nanometri che vengono liberate nell'aria e successivamente finiscono nei nostri polmoni dopo la respirazione. Nel processo di respirazione queste particelle cancerogene vengono trasferite nel nostro sistema circolatorio, e possono giungere praticamente in ogni parte del nostro corpo, e possono successivamente creare all'interno del nostro corpo tumori, o altre patologie a dir poco pericolose. Diffondete queste informazioni, la gente è convinta dell'esatto contrario, bisogna combattere la disinformazione, e l'unico modo per farlo è comunicare tra di noi, quindi COMUNICATE!
Vietato pubblicare liberamente immagini di opere su Internet
Come anticipato ieri da Vnunet.it e dal blog Scacco al Web nei giorni scorsi, la Siae ha vinto uno zero contro il Web italiano. Le immagini online saranno degradate, vige quindi il divieto della libera pubblicazione di opere in Rete. Si tratta di un furto ai danni della cultura digitale italiana, come ha già affermato Guido Scorza sul suo blog. E' consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate. Secondo Manlio Cammarata di InterLex non è tuttavvia chiaro cosa debba intendersi per bassa risoluzione.
Fonte: http://www.vnunet.it
Ennesima vaccata italiana che non ascolterà nessuno.
Questo pomeriggio ho partecipato a un incontro presso l'Unione Europea a Strasburgo, su invito di Giulietto Chiesa, insieme a Marco Travaglio e Luigi De Magistris. In questo incontro si è discusso di fondi europei. Di seguito ne riporto un riassunto. Nei prossimi giorni pubblicherò il mio video e quello di De Magistris e Travaglio.
"Sono venuto qui, fino a Strasburgo, per chiedervi aiuto. Per supplicare la Comunità Europea di non erogare più finanziamenti all’Italia. I soldi che arrivano dall’Europa aumentano la metastasi che sta divorando il mio Paese. Nel 2006 l’Italia ha ottenuto fondi illeciti dall’Unione europea, l’ha quindi truffata, per 318 milioni e 104 mila euro con 1.221 casi denunciati. Ha migliorato in un solo anno la sua performance di 90 milioni di euro. Siamo primi in Europa. Primi nel calcio. Primi nelle frodi. L’Italia froda nei fondi agricoli. Froda nei fondi strutturali per lo sviluppo delle aree più arretrate. E mi sto riferendo unicamente alle frodi accertate. Dalla Comunità Europea arrivano ogni anno in Italia miliardi di euro. Che fine fanno? I cittadini italiani non lo sanno. Per avere informazioni possono solo rivolgersi ai giudici. Ma i giudici, quando intervengono, vengono sempre bloccati dal Governo, dai partiti. E allora rimaniamo sempre all’oscuro di tutto. I finanziamenti della Comunità Europea sono in fin dei conti soldi nostri. L’Italia partecipa con gli altri Paesi a un fondo comune che viene ridistribuito. Soldi che vanno e che tornano indietro. Un po’ come il riciclaggio senza controllo del denaro sporco. Le nostre tasse finanziano i finanziamenti europei del cui utilizzo i cittadini italiani non sanno mai nulla. Se servono, se non servono, che benefici portano, quando si concludono. Il vice presidente della Comunità Frattini e il ministro alle Politiche Comunitarie Bonino sono persone molto riservate. A Prodi non hanno detto che Barroso aveva stanziato 275 milioni di euro per l’integrazione della comunità Rom. L’Italia non ha chiesto nulla, la Spagna ha avuto 52 milioni e la Polonia 8,5 milioni. La Polonia?? I rom sono andati anche in Polonia? Pensavo che fossero tutti in Italia. Per una volta che potevamo usare i fondi per una buona ragione non li abbiamo chiesti. Ed è strano. Perchè a Bruxelles perfino le nostre Regioni hanno aperto uffici comunitari faraonici, pagati da noi, per accedere ai fondi. Hanno più impiegati di tutti gli altri Stati. I miliardi di euro che entrano in Italia hanno portato a opere inutili, viadotti, rotonde supermercati a tema come il tunnel della Tav in Val di Susa e Mediapolis in Piemonte. Hanno finanziato progetti mai portati a termine, depuratori, energia alternativa. Sono finiti in tasca a quella zona grigia che collega i partiti alle imprese, ai gruppi criminali. E’ meglio che l’Italia non dia più contributi al fondo comune europeo e, in cambio, non abbia nessun finanziamento. Questi soldi possono essere usati dal nostro Governo in altri modi. Per ridurre il nostro debito pubblico, il più grande di Europa, uno dei più imponenti del mondo. Un debito che rischia di travolgerci. Possono essere usati per ridurre le tasse. Per incentivare le imprese a investire in Italia invece di incoraggiare le imprese italiane a trasferirsi all’estero. O anche per ridurre la povertà che in Italia esiste o aumentare le pensioni da fame dei nostri anziani. Il riciclaggio sporco dei nostri soldi attraverso Bruxelles non ci sta più bene. Serve solo a ingrassare le mafie, a far crescere la criminalità nel nostro Paese. Qui con me è presente il giudice Luigi De Magistris. A De Magistris è stata tolta senza alcuna ragione un’inchiesta che toccava i vertici della Regione Calabria e del Governo italiano: Mastella, ministro della Giustizia, e Prodi, presidente del Consiglio. L’inchiesta gli è stata avocata senza motivo. I documenti dell’inchiesta sono stati prelevati dalla cassaforte della Procura di Catanzaro senza avvertirlo e inviati a Roma. L’inchiesta si chiama Why Not e riguarda anche l’utilizzo di fondi comunitari. In Calabria sono attesi cinque miliardi di euro di finanziamenti europei, che fine faranno? La magistratura è stata fermata dalla politica. Una volta, nel 1992, con Falcone e Borsellino si usava il tritolo. Oggi interviene direttamente il ministro della Giustizia. I fondi europei non servono all’Italia. Servono ai partiti e alla criminalità organizzata. Non li vogliamo. Teneteveli, per favore. Fatelo per un’Italia migliore."
Fonte: http://www.beppegrillo.it
Diffondiamo queste informazioni, togliamo questo velo di menzogne che ci annebbiano la vista.