martedì 9 gennaio 2007

A tutto biodiesel

A tre milioni e mezzo di auto sarà garantita l'autonomia energetica per ventimila chilometri l'anno grazie all'integrazione nel normale gasolio di biodiesel ottenuto dalla coltivazione in Italia di girasole o colza a fini energetici e capaci di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra. Nel rispetto degli obiettivi del protocollo di Kyoto.

Lo dice la Coldiretti a proposito degli effetti indotti dalla firma dell'accordo-quadro di filiera per lo sviluppo dei biocarburanti in Italia, come appunto il biodiesel, che consente di ridurre dell'80 per cento le emissioni di idrocarburi e policiclici aromatici e del 50 per cento quelli di particolato e polveri sottili. "Un contributo concreto - sottolinea la Coldiretti in una nota - per contrastare i cambiamenti climatici da un riscaldamento globale che potrebbe costare all' Europa migliaia di vite e miliardi di euro entro i prossimi 70 anni, secondo lo studio sulla situazione climatica e ambientale elaborato dalla Commissione europea".

Una situazione che è particolarmente grave con il rischio desertificazione per l'Italia dove peraltro - ricorda l'associazione di categoria - sono già evidenti sfasamenti stagionali con autunno caldo e primavera anticipata che ha portato alla presenza delle mimose sulla riviera ligure in anticipo sulla Festa delle donne dell'otto marzo e dei mandorli in fiore dell'agrigentino, mentre le primule sono già comparse sulle colline emiliane.

Il cosiddetto "accordo salva-clima"accordo salva-clima prevede per il 2007 la coltivazione di semi oleosi a fini energetici per 70mila ettari di terreno dai quali è possibile ottenere circa 70mila tonnellate di biodiesel da integrare nel normale carburante. Un quantitativo che sarà portato a 180mila ettari nel 2008 e a 240mila ettari nel 2009 per permettere all'Italia di avvicinarsi all'obiettivo fissato dal Consiglio Europeo che ha previsto - citando il comunicato di Bruxelles - "di espandere l'utilizzo di biocarburanti nel settore dei trasporti, con la prospettiva di aumentare entro il 2015 la proporzione di utilizzo fino all'8%" per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra responsabili dei cambiamenti climatici.

L'accordo in questione fa riferimento alla legge 81/2006, tra l'altro "fortemente sostenuta dalla Coldiretti con una raccolta di firme", nella quale si prevedeva l'obbligo di immettere al consumo biocarburanti di origine agricolà in misura pari all'1 per cento che è incrementata di un punto per ogni anno, fino al 2010.

"Le fonti energetiche pulite che vengono dalla campagna possono contribuire ad affrontare il problema dell'inquinamento ambientale percorrendo una strada che è stata intrapresa da tutti i paesi sviluppati come gli Stati Uniti, la Germania, la Francia e il Giappone dove un'auto su tre viaggerà con biocarburante nel serbatoio nel 2010. I biocarburanti derivano dalle coltivazioni agricole che - spiega la Coldiretti - l'agricoltura italiana produce in abbondanza e in particolare il biodiesel deriva dall'esterificazione degli oli vegetali ottenuti da colture come il colza e il girasole mentre il bioetanolo viene prodotto tramite processi di fermentazione e distillazione di materiali zuccherini, amidacei o sottoprodotti come cereali, barbabietola da zucchero e prodotti della distillazione del vino".

Per la produzione europea di biodiesel, secondo quanto rilevato dall'European Biodiesel Board, nel 2005 si verificato un vero record con 3,2 milioni di tonnellate, (il 65% in più rispetto alle 1,9 tonellate dell'anno precedente) "che non è tuttavia sufficiente a rispettare la tabella di marcia indicata dal Consiglio dell'Unione Europea". Oltre metà della produzione di biodiesel è stata realizzata in Germania, seguita dalla Francia con circa mezzo milione di tonnellate e con quasi 400mila tonnellate dall'Italia dove è stato però ottenuto principalmente da coltivazioni straniere. Secondo una analisi della stessa organizzazione, in Italia potenziando le coltivazioni dedicate alla produzione di biocarburanti (biodiesel e bioetanolo), utilizzando residui agricoli, forestali e dell'allevamento e con pannelli solari nella aziende agricole si può arrivare a coprire entro il 2010 fino al 13% del fabbisogno energetico nazionale, riducendo di 30 milioni di tonnellate le emissioni di anidride carbonica di origine fossile.

Fonte: http://www.repubblica.it

Una notizia del genere in un periodo dove nn arriva l'inverno e i fiori sbocciano in gennaio fa davvero piacere! Immagino che i trattori che raccolgono i girasoli siano alimentati a biodiesel, se no nn avrebbe un gran senso...